News dell'associazione Amici Schio-Grigny

I soldati francesi nella prima guerra mondiale

Sono iniziate le commemorazioni per il centenario della Grande Guerra.

L'Associazione Amici di Schio-Grigny organizza per il 12 settembre 2014 una conferenza con lo storico Andrea Vollman per informare sulla presenza di truppe francesi nell'Alto Vicentino e sull'Altopiano di Asiago, con testimonianze lasciate da cittadini di Grigny.

La conferenza si terrà nella sala degli affreschi di Palazzo Toaldi Capra a Schio (VI) alle ore 20,30.

Celebrazioni centenario della Grande Guerra

L'arciduca Markus Salvator di Asburgo-Lorena ha partecipato oggi alle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra. Il discendente dell'imperatore Francesco Giuseppe è intervenuto alla cerimonia ufficiale, tenutasi nel municipio di Schio: il sindaco, Walter Orsi, con la giunta, i consiglieri, e molti rappresentanti delle forze dell'ordine e delle associazioni d'arma e culturali, ha fatto gli onori di casa, consegnando all'illustre ospite copia del documento con cui gli Asburgo il 4 novembre1844, concessero alla città Schio (già da loro denominata come tale con concessione del 1817) l'uso dello stemma municipale.


Alla cerimonia ha partecipato anche l'assessore Elisabeth Eté, gradita ospite, rappresentante del comune di Grigny, città amica di Schio, che ha portato i saluti del sindaco e del suo comune.


Gli ospiti e tutti i presenti si sono poi recati al sacello di S.S. Trinità per omaggiare i caduti in guerra con una corona d'alloro deposta ai piedi del monumento ai caduti. In serata gli ospiti si sono recati con il sindaco e le autorità a Valli del Pasubio per assistere ad uno spettacolo musicale organizzato nella tensostruttura delle scuole medie; la serata si è conclusa con una cena al forte Maso.




Ecco il discorso dell'assessore del comune di Grigny Elisabeth Eté:

Sua Altezza Imperiale, Egr Sig Sindaco di Schio. Sigg/Siggre Assessori, delle Autorità Civili e Militari,  delle Associazioni, Sigg/Siggre presenti
In questa commemorazione del centenario della guerra 1914/1918, non posso fare a meno di pensare che, in Francia, ci sono state tre guerre successive  - a 40 anni d'intervallo  la prima, a 20 anni la seconda – che hanno coinvolto tre generazioni e che ognuna di queste ha dovuto vivere un conflitto con la Germania:  le guerre del 1870  - 1914 – 1939, ognuna conseguenza di quella precedente.
Nella prima guerra mondiale, nel 1917, i francesi erano presenti sull'altopiano di Asiago e molti hanno perso la loro vita in questa parte d'Italia. Il padre di una nostra concittadina di Grigny è stato un testimone avendo combattuto in questi luoghi.
Ma i due conflitti del 1914 e 1939, così terribilmente cruenti, hanno spinto gli uomini a sognare che l'Europa unita potrebbe forse vivere in pace, anche se talvolta i conflitti si rivelano più forti dell'idea di pace; penso  al recente conflitto in ex-Jugoslavia.
La costruzione dell'Europa è stata soprattutto dettata e concepita come progetto economico ben prima che l'idea di pace s'inscrivesse in questa concezione di unione degli stati.
Evidentemente oggi l'idea di  conflitto armato in Europa sembra impensabile. Ma impensabile non vuol dire impossibile.
Ci sono altre guerre che bisogna comunque combattere, mi riferisco alla crisi economica che colpisce l'Europa e il mondo e che peseranno gravemente sulle generazioni dei nostri figli e nipoti.Quest'Europa di pace non sarebbe forse un'illusione  e la guerra economica non ha forse sostituito la guerra vera e propria?
Vorrei aggiungere che il sindaco di Grigny, Philippe Rio, che rappresento in questa commemorazione, è stato appena eletto Presidente dell'Associazione Francese dei Comuni, Dipartimenti e Regioni per la Pace, ossia il ramo francese dell'associazione “Mayors for Peace” fondata nel 1985 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki. Questa rete internazionale  opera nel campo della cultura della pace e per il disarmo nucleare. Questa associazione e' presente in 158 paesi, oltre 6000 città di cui 468 italiane. E' la più importante organizzazione  che si dedica alla protezione delle città e dalla distruzione in massa.
Allora, insieme, facciamo  in modo che, i legami di amicizia che ci uniscono oggi e che sono ancorati nella nostra generazione, siano più potenti dei cannoni del mondo.
Grazie
 
 
Son Altesse Impériale, Monsieur le Maire de Schio, Mesdames et Messieurs les adjoints, Mesdames et Messieurs des autorités civiles et militaires, Mesdames et Messieurs des associations présentes

En cette commémoration du centenaire de la guerre de 1914 - 1918, je ne peux m' empecher de penser qu'en France, 3 guerres successives à 40 puis  20 ans d intervalle soit 4 générations qui, chacune, aura vécu un conflit avec l ‘Allemagne: 1870 - 1914 - 1939 qui sont l’une après l'autre les conséquences de la précédente.
Pour cette première guerre mondiale en 1917  les français étaient présents à Asiago et beaucoup ont perdu leur vie dans cette partie de l’Italie.
Le père d’ une habitante de Grigny en a fait témoignage
Mais les 2 conflits de 1914 et 1939, tellement meurtriers, ont poussé des hommes à rever que l’ europe unie pourrait peut etre vivre en paix, meme si quelques fois des conflits s’ avèrent plus forts que l’ idée de la paix et je pense là à l'ex Yougoslavie
La construction de l’ Europe a surtout été dictée et conçue dans un projet économique bien avant que l ‘idée de la paix ne s'incrive dans cette conception de l'union des états.
Evidemment aujourd' hui l'idée de guerre armée en Europe semble impensable. Mais impensable ne veut pas dire impossible.
Il y a d’ autres guerres qu’ il faut aussi combattre et je veux parler de la crise économique qui frappe l'Europe et le monde et qui va toucher gravement les générations de nos enfants et  petits enfants. Cette europe de paix ne serait elle pas un leurre et la guerre économique n'a t elle pas remplaçé la guerre à proprement parlé?
Je voudrais ajouter que le Maire de Grigny, Philippe Rio, que je représente à cette cérémonie, vient d’etre élu Président de l’ Association Française des communes, départements et régions pour la paix, qui est la branche française de l Association "Mayors for peace" créé en 1985 par les Maires de Hiroshima et de Nagasaki. Ce réseau international mène un travail dans le domaine de la culture de la paix et pour le désarmement nucléaire. Cette Association est présente dans 158 pays, plus de 6000 villes dont 464 villes italiennes.

C est l'organisation la plus importante qui se consacre à la protection des villes et la destruction massive.
Faisons en sorte qu’ ensemble et que les liens d ‘amitié qui nous unissent aujourd'hui et qui sont ancrés dans notre génération soient plus forts que tous les canons du monde.

Je vous remercie.  

 

 

 

 

Serata Conviviale

Giovedì 19 dicembre

Serata conviviale con gli iscritti all'associazione Amici Di Schio Grigny con scambio di auguri natalizi.
Per maggiori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ...

Incontri di gennaio, febbraio e marzo 2014

Ecco i prossimi incontri organizzati dall'associazione:

  • giovedì 16 gennaio: incontro con proiezione presso la Scuola Media Battistella a Magrè - Schio (ore 11.30)
  • giovedì 6 febbraio: incontro con proiezione presso Scuola Media "Il Tessitore" S.Trinità - Schio (ore 11.30)
  • sabato 8 febbraio: incontro con proiezione presso Scuola Media "Il Tessitore" S.Trinità - Schio (ore 8.00)
  • sabato 22 marzo: incontro con proiezione presso Scuola Media Battistella a Magrè - Schio (ore 11.30)

Mostra sulla Grande Borne

Presentazione 31 Agosto 2013

 

Fino agli anni '60, sul plateau di Grigny si coltivava grano, segale, orzo, barbabietola da zucchero,  patate;  c'erano anche delle cave a cielo aperto da cui veniva estratta la pietra molare, destinata alla costruzione del metrò di Parigi e dell'acquedotto DE LA VANNE, delle riserve di caccia con pernici e lepri.

A partire dal 1967 e fino al 1971 su questo plateau viene costruito il quartiere de La Grande Borne (trad. grande cippo di confine), voluto dallo Stato per ospitare la popolazione più modesta costretta ad allontanarsi da Parigi a causa delle operazioni di rinnovamento della capitale.

Le foto che costituiscono la mostra risalgono in buona parte agli anni '70 e a quegli anni ci riportano, quando il quartiere era stato appena realizzato.

Quale percorso ci ha proposto la mostra? Un percorso che permetta di posare lo sguardo su questo quartiere. Ecco allora sui pannelli iniziali foto aeree in bianco e nero per mostrare la zona prima dell'edificazione del quartiere. Colpisce su tutto la linea netta dell'autostrada, che separa il quartiere dal villaggio di Grigny e ne esclude qualsiasi tipo di collegamento. Attraverso le immagini successive possiamo cogliere il quartiere nel suo insieme, cosi come l'ha concepito e voluto l'architetto Emile Aillaud.

E il nostro sguardo non può, nonostante il modo innovativo di interpretare lo spazio di Aillaud, non cogliere le mancanze. Fin dai primi anni della sua realizzazione emerge la necessità e l'urgenza di inserire il quartiere nel tessuto urbano, di favorire la partecipazione degli abitanti alla vita e allo sviluppo della loro città, di lottare contro l'emarginazione attraverso lo sviluppo economico, di favorire le associazioni che giocano un ruolo fondamentale in termini di solidarietà e convivenza civile, di assicurare l'integrazione, di andare verso una visione ideale in cui legalità, democrazia, differenze, ricchezze sociali ed etniche costituiscano gli assi portanti.

L'avvenire del quartiere dipende ancora e sempre dalla partecipazione dei suoi abitanti. Fin da quando sono bambini, perché Aillaud vede nel bambino l'uomo del futuro.

Continuando il percorso della mostra, il nostro sguardo passa attraverso altri sguardi. Innanzi tutto attravero lo sguardo dell'architetto Aillaud, di cui possiamo ammirare alcuni disegni   ideativi degli spazi e degli scorci più innovatiivi del quartiere e di cui possiamo cogliere il pensiero attraverso le frasi che sono sparse sui vari pannelli.

Si trovano parole faticose e graffianti, come "vivere in una città è abitare in delle cicatrici", parole profonde e inaspettate come "è poeticamente che l'uomo abita" o "creare un avvenimento è creare un luogo pregnante, un luogo che sia il contrario di un'abitudine, un luogo che sappia sorprendere lo sguardo.

Ed ecco allora altri sguardi, quelli di fotografi che a partire dagli anni '70 hanno guardato la GRANDE BORNE attraverso l'obiettivo della loro macchina fotografica: Guy Fradin, Patrice Guérin, Eric Citharel, Willy Proust, André Guillemenot.

Nel 2008 la GRANDE BORNE è stata riconosciuta "Patrimonio del XX secolo" da una Commissione regionale sul patrimonio e sui siti de l'Ile de France. Un riconoscimento che mette in risalto il valore architettonico e sociale di questo quartiere, che richiama gli aspetti fondamentali e i principi ispiratori che sono alla base di queste costruzioni e invita a continuare uno sforzo di innovazione tecnica e sociale nel nome della bellezza.

 

 Vista aerea del quartiere prima della costruzione

la casa del guardiacaccia (episodio del bracconiere che chiede al parocco di prolungare la predica in cambio di una lepre) era solo il padrone Piketty che aveva diritto di cacciare sulle sue terre invitava spesso i suoi clienti piu importanti (cosi viene detto da un vecchio operaio ora deceduto in una delle interviste fatte nel 2000)

l'autostrada A6 in costruzione negli anni 50

l'acquedotto della VANNE che convoglia l'acqua potabile per Parigi

les blancs manteaux residenza costruita per i militari americani di stanza in Francia che lavoravano a Orly sloggiati da De Gaule aveva fatto scandalo all epoca.....ora abitata dai grignois

la famosa ferme neuve  di proprietà di Piketty ad una epoca assieme a tutto il terreno che appartiene ora al comune di Grigny

 

Galleria fotografica dell'inaugurazione

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